Skip to Content

Sfatiamo i miti più persistenti sulla Thailandia

Sfatiamo i miti più persistenti sulla Thailandia

La Thailandia è una meta che con le sue spiagge, templi e prezzi accessibili sta spopolando da tempo e non è solo un paese intrigante da visitare, ma anche uno dei paesi più sicuri dell’Asia per i viaggiatori LGBTQ+. Sebbene sia una meta potenzialmente da sogno, in molti rinunciano a visitarla, trattenuti da pregiudizi infondati.

Alcuni di questi sono esagerazioni e altri sono completamente falsi, dando un’immagine distorta del Paese. Per questo è importante sfatare le cattive percezioni per assicurarti un viaggio tranquillo.

La Thailandia è pericolosa per i viaggiatori LGBTQ+?

Daniele e Luigi di Gayly Planet posano con artiste del Tiffany’s Show a Pattaya, una famosa esibizione di cabaret thailandese, tra costumi colorati e copricapi scenografici.
Due artiste del Tiffany’s Show di Pattaya durante uno dei nostri viaggi in Thailandia

Che la Thailandia sia pericolosa per i visitatori queer è uno dei miti più falsi e va sfatato: il Paese è una delle destinazioni più sicure e accoglienti del mondo per i viaggiatori LGBTQ+. I dati recenti confermano il record di sicurezza per i visitatori queer ma non solo, il paese ha fatto progressi notevoli sui diritti in generale: a partire dal 2026 oltre 26.000 coppie dello stesso sesso hanno registrato unioni civili, per non parlare delle leggi contro le discriminazioni in vigore già dal 2015.

Nelle aree rurali è possibile trovare più conservatori ma sono comunque estremamente rari i comportamenti direttamente ostili o aggressivi. Nella maggior parte dei casi troverai cortesia e ospitalità sia nelle città sia nei villaggi. L’unica vera differenza è data dalle manifestazioni pubbliche di affetto (e questo si applica anche alle coppie eterosessuali): la cultura thailandese riserva l’intimità agli spazi privati.

In Thailandia tutto costa poco?

Coppia abbracciata su una barca di legno al tramonto nella baia di Phang Nga, Thailandia, con alte formazioni rocciose ricoperte di vegetazione e l’iconica isola di James Bond sullo sfondo, riflessa nelle acque dorate.

Un mito parzialmente vero, ma con delle eccezioni degne di nota. Il cibo di strada può essere incredibilmente economico con una ciotola di pad thai a 1€. Tuttavia, mentre pasti e alloggio sono a basso costo, lo stesso non si può dire della connettività e del roaming. Se attivi il roaming dati tramite il tuo operatore domestico italiano devi aspettarti una spesa elevata per dati limitati o terrificanti tariffe pay-per-use che possono generare bollette salate: il tranello del roaming in cui incappano migliaia di visitatori annualmente.

La soluzione è più semplice di quanto tu possa pensare ed è quella di optare per una eSIM per la Thailandia prima di partire da casa. I provider eSIM offrono piani illimitati o ad alto volume di dati con una spesa minima: al tempo stesso mantieni il tuo numero telefonico domestico, eviti il fastidio di trovare negozi di SIM fisici e hai connettività immediata quando atterri.

Il cibo tailandese fa male?

Falso. Come confermano le guide dedicate alla salute in viaggio, in Thailandia lo street food risulta spesso più sicuro di una cena al ristorante nel tuo paese: gli ingredienti sono freschi, preparati sul momento e sotto i tuoi occhi, e ruotano con grande rapidità. Non a caso i thailandesi lo mangiano tutti i giorni senza alcuna conseguenza.

Il rischio effettivo non è il cibo ma l’acqua, un problema comunque gestibile. L’acqua del rubinetto nelle aree turistiche è generalmente adatta per lavarsi i denti, e il ghiaccio presso i locali rispettabili è fatto con acqua filtrata.

La maggior parte dei problemi di stomaco dei viaggiatori derivano da una combinazione di fattori: spezie nuove, cambiamenti dietetici e talvolta disidratazione. Mangia presso le bancarelle affollate dove mangiano i locali e resta idratato, bevendo possibilmente acqua di bottiglia.

Devi nascondere la tua identità LGBTQ+?

Daniele e Luigi di Gayly Planet davanti un negozio con le bandiere rainbow nella città gay friendly di Bangkok in Thailandia

Falso: non hai bisogno di nasconderti, ma la discrezione è culturalmente appropriata. Come menzionato in precedenza, le manifestazioni pubbliche di affetto tra qualsiasi coppia sono tradizionalmente minime in Thailandia: è semplicemente una questione di rispetto delle norme sociali locali. I viaggiatori LGBTQ+ segnalano esperienze costantemente positive a Bangkok, Phuket, Chiang Mai e nelle città di spiaggia. Ci sono hotel dedicati LGBTQ+, operatori turistici specializzati in viaggi queer, e interi quartieri dove troverai comunità. Molti resort offrono ora pacchetti di matrimonio tra le persone dello stesso sesso, legalmente riconosciuti dal 2026 in Thailandia.

Vivi la Thailandia senza timori

La Thailandia merita la sua reputazione come una delle destinazioni più accessibili del mondo per i viaggiatori LGBTQ+. Sì, è economica, è culturalmente ricca e straordinariamente accogliente.I miti resistono perché nascono da verità parziali, poi gonfiate a dismisura. Quindi non lasciarti ingannare: prenota il tuo biglietto, acquista una eSIM e goditi il viaggio a modo tuo.