Skip to Content

La gnaga: alla scoperta della maschera gay del Carnevale di Venezia

La gnaga: alla scoperta della maschera gay del Carnevale di Venezia

Il Carnevale di Venezia è uno di quegli eventi che ha reso il nostro Paese famoso in tutto il mondo. Le maschere, durante i giorni di Carnevale, sono ricche di sfarzo indossate con abiti pieni di dettagli elaborati e impreziositi da gioielli unici. Un vero tripudio di colore e mistero!

Ogni maschera del Carnevale tradizionale ha dei codici di rappresentazione che nella tradizione vengono rispettati fedelmente. Si è sempre fatto così e sempre si farà e in questo articolo ti raccontiamo la sua storia.

La maschera da gatta del Carnevale di Venezia

foto realizzata con il supporto dell’IA

Tutti conosciamo le maschere più famose del Carnevale di Venezia: ci sono Colombina, la Bauta e Moretta alle quali si aggiungono le ancora più famose maschere della Commedia dell’Arte come quella di Arlecchino, Brighella e Pantalone.

Sono in pochi però a conoscere una maschera che in passato è stata molto importante per le persone gay che vivevano a Venezia a partire dal Cinquecento: la gnaga.

La gnaga è una maschera molto semplice, in voga nei secoli scorsi a Venezia ed oggi caduta un po’ nel dimenticatoio. Si trattava di un tipico travestimento da donna utilizzato dagli uomini composto da un abito realizzato con indumenti femminili di uso comune e una maschera, molto bella e rifinita, che riproponeva le sembianze di una gatta. Il vestito poi era completato da una cesta che la maschera portava al braccio e al cui interno veniva in genere inserito un vero gattino.

Foto da DepositPhotos

Una volta indossati gli abiti l’uomo era solito atteggiarsi da popolana, parlava facendo suoni molto striduli e con miagolii che tendevano a sbeffeggiare tutti i passanti anche in modo volgare. La gnaga era solita interpretare il personaggio di una balia e si faceva accompagnare da altri uomini a loro volta vestiti da bimbi.

Il Carnevale era uno di quei momenti dell’anno in cui le persone, attraverso il travestimento, potevano eludere le leggi, in particolar modo quelle che regolavano la moralità dei veneziani.

Consiglio furbo: Esperienze imperdibile da fare a Carnevale: Questo è il giorno giusto per fare qualcosa di speciale o per la prima volta e Venezia è la città giusta! In città ci sono tante esperienze uniche che puoi fare per vivere un giorno indimenticabile e fra queste quella di realizzare con le tue mani una vera e propria maschera veneziana è senza ombra di dubbio la più bella!

La lezione si svolge con un artigiano di maschere veneziane, ha una durata di un’ora e può essere prenotata da questo link. Ovviamente la maschera realizzata ti rimarrà come ricordo della giornata!

Altre esperienze imperdibili a Venezia per Carnevale

Tour delle origini del Carnevale veneziano (Durata 1 ora e 30 minuti)
Giro in gondola per i canali di Venezia (Durata 20 minuti)
Degustazione di vini veneti (Durata 1 ora)

Incontri a Venezia: come si aggiravano le regole del Medioevo?

Foto da DepositPhotos

Come in molte altre città, anche a Venezia durante il Medioevo, la pratica della sodomia era considerata illegale, un peccato che doveva essere punto pesantemente.

Ci sono diversi documenti che attestano come molti uomini di ogni stato sociale, dai più poveri ai nobili, furono messi al rogo per aver avuto relazioni sentimentali e non con persone dello stesso sesso.

Malgrado le autorità condannassero e andassero a caccia di “sodomiti” ci sono diversi documenti che dicono che fino al 1500 la vita gay di Venezia era attiva e vibrante (quasi al pari di Firenze di cui ti abbiamo parlato nel nostro articolo sulla storia gay dell’antica Firenze) e gli uomini utilizzavano delle maschere per non mostrare la propria identità. La gnaga quindi si inserisce proprio in questo contesto storico ed era una di queste maschere.

Durante il Carnevale di Venezia, gli uomini gay e bisessuali riuscivano quindi ad aggirare le leggi della città perché in questo periodo dell’anno molte leggi venivano ignorate o non attuate se la persona che stava commettendo un atto improprio indossava una maschera. Secondo la legge di Venezia infatti, se chi commetteva un reato indossava una maschera, non era perseguibile perché era intento a interpretare un personaggio.

Foto da DepositPhotos

Gli uomini gay e bisessuali indossando la maschera da gatta quindi potevano così dormire insieme ai propri amanti e vivere la propria sessualità senza essere perseguitati.

Non tanto diverso da quanto accadde con Halloween negli Stati Uniti in tempi più recenti. La festa di Halloween, con i suoi travestimenti e costumi, divenne lentamente e a partire dagli anni Settanta, una festività non ufficiale della comunità LGBTQ+ che travestendosi e utilizzando maschere, poteva aggirare le regole sociali, più morbide durante questa notte di feste e divertimenti. Ti raccontiamo tutta la storia di come Halloween è una delle festività più queer di sempre nel nostro articolo dedicato.

La maschera della gnaga quindi veniva usata per divertirsi e in alcuni casi anche per vivere un completo rovescio della realtà. Durante i giorni di Carnevale a Venezia non esistevano più leggi che perseguitavano gli uomini che amavano gli altri uomini, ognuno era libero di vivere la libertà sessuale e di interpretare – attraverso la maschera – il suo vero io.

E tu, conoscevi la storia della gnaga?